Comunicazioni 2012
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Le Isole Lofoten sono cariche di
suggestione e aspettative L'arcipelago si estende nel mare di
Norvegia, da nord-est a sud-ovest, tra la latitudine 67° e
68° Nord ed è costituito da centinaia di isole,
isolotti e scogli: la superficie totale è di 1227 Kmq, gli
abitanti sono 24.887. Le isole principali sono:
Austvågøy, Gimsøy, Varøy e
Røst. La Corrente del Golfo regala alle Lofoten un clima
mite e secco, con inverni non rigidi ed estati fresche, a
differenza di altri paesi situati alla stessa latitudine
(Alaska,Groenlandia). La lavorazione del pesce, specialmente del
merluzzo, diventa presto una risorsa primaria per il commercio
delle Lofoten, con grosse esportazioni soprattutto verso l'Italia
(che oggi importa oltre l'80% del merluzzo dalle Lofoten), la
Spagna e il Portogallo. Grazie alla Corrente del Golfo la
temperatura dell'acqua del mare attorno alle Lofoten, non scende
mai sotto i 5°C, favorendo così le condizioni ideali
per la riproduzione dei merluzzi. Il merluzzo, sventrato,
ripulito e aperto, viene fatto essiccare all'aria, appeso alle
appositeFiskehjell (strutture in legno a traliccio o a
pergolato), trasformandosi in Tørrfisk (stoccafisso),
oppure una volta pulito, viene conservato sotto sale, diventando
Klippfisk (baccalà). A Røst, alla fine del Dicembre
1431, il veneziano Pietro Querini naufrogò con il suo
equipaggio a Sandøy, un isolotto disabitato nei pressi di
Røst. La spedizione fu tratta in salvo all'inizio del
1432; al ritorno in patria questi primi turisti delle Lofoten
portarono con sè diversi stoccafissi, inaugurando quello
che era destinato a diventare un piatto tradizionale della cucina
italiana.
Cliccka qui per visualizzare gli ingrandimenti delle altre foto. Un'amicizia più che decennale lega Sandrigo all'isola di
Røst, nelle Lofoten (Røst è un'isoletta di
700 abitanti dediti alla pesca e alla lavorazione del merluzzo).
Sandrigo ha dedicato una piazzetta a Røst ed i norvegesi
hanno regalato un isolotto alla Comunità di Sandrigo :
SANDRIGOØYA, ossia isola di Sandrigo. Ogni anno una
delegazione dell'isola norvegese partecipa alla festa del
baccalà ed ogni due anni i sandricensi ricambiano la
visita. Così si è instaurato un rapporto di
conoscenze e di amicizie che di anno in anno diventa sempre
più intenso anche se i due centri distano tremila
chilometri (l'isola di Røst si trova oltre cento
chilometri dopo il Circolo Polare Artico). Per descrivere la
bellezza di Røst e di quei luoghi riportiamo gli " appunti
di viaggio" di un sandricense che nel 1998 ha fatto parte della
delegazione di Sandrigo : . . . . " partiamo in aereo da Bologna
per Copenaghen ; dalla capitale danese prendiamo un aereo per la
Norvegia, fino a Trondheim; lì cambiamo ancora aereo ed
arriviamo a Bodo, l'ultima cittadina di terra ferma, dove
pernottiamo. Di buon mattino ci imbarchiamo su un bimotore ad
elica (l'aeroporto di Røst è molto piccolo ed aerei
più grandi non possono atterrare) e dopo mezz'ora
arriviamo a destinazione. Il tempo è grigio e pioviggina .
. . . con due auto ci trasferiamo nell'unica pensione, posta su
un piccolo promontorio all'estremo dell'isola. . . . . . . il
tempo si è fatto più bello e possiamo ammirare la
bellezza incantevole del luogo. L'isola è quasi piatta :
non ci sono alberi; è un prato di un verde intenso
punteggiato da casette coloratissime, tutte di legno, disseminate
su una lunghezza di circa due chilometri . Non c'è un vero
" centro " e nemmeno una piazza. Anche la chiesetta modesta e
disadorna è di legno, bella nella sua semplicità.
Le case sono graziose , accoglienti e ordinate, con una grande
terrazza ; hanno finestre ampie, senza balconi esterni, riparate
da tende finemente lavorate; all'interno delle finestre
c'è una lampada sempre accesa, segno di benvenuto. I
giardini, non molto grandi, hanno dei cespugli ben curati e tanti
fiori. Sembra un paese da antiche fiabe. . . . . gli abitanti
sono circa settecento, quasi tutti dediti alla pesca e alla
lavorazione del merluzzo o all'allevamento in mare del salmone.
Dieci famiglie vivono di pastorizia e circa ottanta persone sono
impiegate nel terziario. Tutti parlano due lingue oltre a quella
madre : inglese e tedesco. Il paesaggio è di una bellezza
rara, indescrivibile. Non ci sono fotografie o filmati che
possano fornire una seppur limitata immagine dell'unicità
di quei luoghi. Occorre avere una visione a 360°, bisogna
poter respirare l'aria, gustare i cibi, assistere momento per
momento al continuo cambiamento del tempo (che in una giornata
varia almeno una decina di volte), vivere a contatto con la gente
, osservare i suoi comportamenti. La vista spazia all'infinito su
un mare limpido e profondo, punteggiato da un'infinità di
isole (sono oltre trecento), dal piccolo scoglio alla grande
montagna che emerge maestosa dall'acqua e dove pascolano
liberamente le pecore. . . . . alle ore undici ci imbarchiamo su
un battello per una gita sul mare. Il sole splende e la
temperatura è mite. Vediamo l'isola dei gabbiani, tutti
tondi e panciuti, segno che c'è abbondanza di cibo. Poi
incontriamo l'isola dei cormorani, uccelli neri dal lungo collo e
dal corpo affusolato che rasentano l'acqua veloci e leggeri. Ci
sono uccelli dal becco rosso (pulcinelle di mare) annidati sulla
scogliera di un'altra isola e poi,come d'incanto, ecco
lassù, sull'alto della cima, volteggiare lenta e solenne
l'aquila. Ne vediamo quattro : una è ferma, maestosa, su
uno scoglio. Siamo nel regno degli uccelli. Più avanti
scorgiamo una foca nuotare; altre tre si godono beatamente il
sole tra gli scogli. Non abbiamo la fortuna di vedere le balene,
ma la nostra curiosità e la nostra voglia di vedere sono
già più che appagate. Arriviamo sull'isola
più lontana: l'isola del faro. Il posto è
incantevole, sembra una cartolina. Sull'isolotto, oltre al faro,
ci sono cinque casette di legno, ben conservate, che in un tempo
non lontano ospitavano le famiglie dei guardiani. Ora l'isolotto
è disabitato perché, anche lì, il faro
è automatico. Ci dicono,però, che stanno
organizzando il ritorno di alcune famiglie almeno nei mesi
estivi. . . . |
















